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Nccolò de Ruggeri - I moti popolari di Matera del 1860 - Eccidio Gattini

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Niccolò de Ruggeri

I MOTI POPOLARI DI MATERA DEL 1860

Eccidio Gattini

Edizioni Meta, 1978. Prima edizione

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18,00 €

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Niccolò de Ruggeri

I MOTI POPOLARI DI MATERA DEL 1860

Eccidio Gattini

Nota introduttiva di Tommaso Pedio

Edizioni Meta, 1978. Prima edizione

Illustrazione di copertina da un dipinto di Francesco Pentasuglia

Design Mario Cresci.

Fotografie di Mario Cresci, Michele e Pietro de Ruggeri

Pagine.: 191

Stato di conservazione: Nuovo ( Giacenza di magazzino )

Le leggi eversive della feudalità avevano il precipuo intento di dare una maggiore mobilità al possesso teriero mercè la ripartizione delle terre demaniali a favore delle popolazioni, restituite nei loro diritti dopo un plurisecolare dominio sui beni della collettività esercitato dal potere regio.

Ma le riforme introdotte da Giuseppe Bonaparte, uniformate ai modelli della razionalizzazione napoleonica, rimasero inoperanti e con il ritorno dei Borboni si ristabilì l'indebito riconsolidamento dei patrimoni fondiari, ricacciando ancora una volta il proletariato agricolo nella dipendenza padronale.

I moventi delle agitazioni popolari del 1848 vanno ricercati proprio nel profondo avvilimento del ceto più povero, angustiato vieppiù dalla risorgente feudalità, che nuovamente concentrava la proprietà assenteista riportandola alla condizione regressiva del latifondo.

Questi avvenimenti appaiono rifratti nei moti di Matera dell'8 agosto 1860, ai quali Niccolò de Ruggeri conferisce una connotazione storico-sociale, che si diversifica dagli schemi tradizionali.

Con il sussidio di una documentazione di archivio e delle risultanze processuali di una complessa vicenda giudiziaria l'autore compie una attenta disamina del contraddittorio atteggiamento della borghesia agraria rispetto alle plebi rurali.

I ricchi possidenti, alcuni di discendenza baronale, solitamente legati alla casta dominante, di fronte al disfacimento del potere centrale si improvvisano liberali ed al re di Napoli preferiscono il re di sardegna nella considerazione che la nuova classe dirigente concede poco alle stanze della povera gente, avendo conservata inalterata la sua egemonia sociale.

Nella contestualità si opera una innaturale concordanza tra posizione eternamente antagonistiche: i contadini nella lotta contro l'ingiusto processo di privatizzazione delle terre demaniali si trovano alleati con molti <<galantuomini>>, che mal dissimulano la loro vocazione di reazionari legittimisti.

Costoro, facendo leva su un falso paternalismo filopopolare, profittano di questo malcontento per inasprire la rivolta nelle campagne, onde rendere più violenta la protesta contro gli oppositori della monarchia napoletana.

Un simile ibrido connubio fomentò la sanguinosa rivolta di Matera, che dette morte a cittadini incolpevoli ma non risolse il problema della miseria perchè numerose volte la sedizione trasmoda in atti di banditismo e non vi è speranza di vittoria per il povero che si fa brigante.

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